0 Comments

L’ultimo mercato ha consegnato a Luciano Spalletti due giocatori con caratteristiche che possono modificare gli equilibri della Juventus: Nick Woltemade e Pape Matar Sarr.

Il tedesco arriva dal Newcastle e rappresenta la punta fisica che l’allenatore aveva chiesto. Sarr, invece, arriva dal Tottenham e aggiunge dinamismo alla mediana. Sono due innesti diversi, ma entrambi possono incidere sul modo in cui la Juventus costruisce le proprie partite.

La sensazione è che Spalletti non voglia legarsi a un solo sistema di gioco. La Juventus può passare dal 4-2-3-1 al 3-4-2-1 durante la stessa partita, modificando la posizione dei giocatori senza necessariamente effettuare sostituzioni.

Woltemade come riferimento offensivo

Il primo cambiamento potrebbe riguardare proprio la punta.

Nick Woltemade, alto 1,98 metri, offre a Spalletti una presenza fisica che mancava nel reparto offensivo. Il tedesco non è però un centravanti statico: può venire incontro, proteggere il pallone e coinvolgere i compagni.

L’idea potrebbe essere quella di utilizzarlo come riferimento centrale, chiedendogli di occupare maggiormente l’area rispetto a quanto fatto in alcune delle sue precedenti esperienze.

Alle sue spalle potrebbe trovare spazio Kenan Yildiz quando sarà nuovamente disponibile, con il turco libero di muoversi tra le linee.

In questo scenario la Juventus avrebbe una struttura offensiva abbastanza chiara:

Woltemade

Yildiz – trequartista/esterno – altro giocatore offensivo

Il vantaggio sarebbe avere finalmente un giocatore a cui indirizzare il pallone quando la squadra viene pressata.

Sarr può cambiare il centrocampo

L’altro nuovo arrivato è Pape Matar Sarr.

Il centrocampista senegalese può essere interessante soprattutto per la sua capacità di coprire campo. Non è il classico regista che deve toccare ogni pallone: può accompagnare l’azione, inserirsi e dare maggiore intensità alla fase di recupero.

La sua presenza potrebbe permettere a Manuel Locatelli di concentrarsi maggiormente sulla costruzione.

Un possibile centrocampo a due potrebbe quindi essere formato da:

Locatelli – Sarr

Con Sarr più libero di aggredire gli spazi e Locatelli incaricato di dare ordine alla prima costruzione.

È una soluzione che avrebbe senso soprattutto contro squadre che giocano con grande intensità a centrocampo.

Il 4-2-3-1 potrebbe essere la soluzione più interessante

Una delle ipotesi più intriganti è il 4-2-3-1.

In questo caso la Juventus potrebbe presentarsi con una struttura simile:

Portiere

Difesa a quattro

Locatelli – Sarr

Esterno – trequartista – Yildiz

Woltemade

Il punto interessante sarebbe il rapporto tra Woltemade e il trequartista.

Il tedesco potrebbe venire incontro per ricevere palla, attirando con sé un difensore. A quel punto il trequartista avrebbe spazio per attaccare la profondità.

È un movimento semplice sulla carta, ma può diventare fastidioso da difendere.

E se Spalletti scegliesse la difesa a tre?

C’è poi un’altra possibilità.

Spalletti ha già lavorato su una Juventus capace di alternare 4-2-3-1, 3-4-2-1 e 4-3-3. La presenza di Bremer rende possibile anche una linea a tre.

In un 3-4-2-1 potremmo immaginare:

Bremer – centrale – centrale

Esterno – Locatelli – Sarr – esterno

Yildiz – trequartista

Woltemade

Qui Sarr potrebbe avere ancora più campo da coprire.

La Juventus potrebbe difendere con cinque uomini e trasformarsi rapidamente in una squadra con tre giocatori offensivi quando recupera il pallone.

Woltemade può aiutare anche Yildiz

Questo potrebbe essere uno degli aspetti più interessanti.

Yildiz è uno dei giocatori con maggiore qualità tecnica della rosa, ma per esprimersi al meglio ha bisogno di trovare spazi tra centrocampo e difesa.

Un centravanti come Woltemade può creare questi spazi.

Se il tedesco resta alto e occupa i centrali, Yildiz può ricevere qualche metro più indietro.

Se invece Woltemade viene incontro, Yildiz può attaccare lo spazio lasciato libero.

Spalletti avrebbe quindi due giocatori capaci di scambiarsi posizione senza perdere completamente i riferimenti offensivi.

Sarr per aumentare il ritmo

La Juventus della prossima stagione potrebbe avere bisogno anche di maggiore intensità.

Sarr può essere utilizzato proprio per questo.

Il senegalese può accompagnare la pressione, recuperare metri e sostenere gli attacchi senza rimanere sempre dietro alla linea della palla.

Questo potrebbe diventare particolarmente utile nelle partite in cui la Juventus decide di alzare il baricentro.

Locatelli potrebbe restare più basso, mentre Sarr avrebbe il compito di accorciare sulla zona centrale.

Non significa che il centrocampista debba correre senza criterio. Spalletti potrebbe chiedergli di scegliere quando attaccare e quando restare vicino al compagno di reparto.

Una Juventus più verticale?

Con Woltemade davanti e Sarr in mezzo, c’è anche la possibilità di vedere una Juventus più verticale.

Il pallone potrebbe partire dalla difesa, passare attraverso Locatelli e arrivare rapidamente a Woltemade.

Il tedesco potrebbe poi proteggere la palla e aspettare l’inserimento di Yildiz, degli esterni o dello stesso Sarr.

È un modo diverso di attaccare rispetto al semplice possesso palla.

La Juventus potrebbe avere un’arma in più quando l’avversario decide di pressare alto.

La possibile formazione

Una Juventus ideale, considerando tutti i giocatori disponibili, potrebbe quindi essere questa:

4-2-3-1

Portiere

Difesa a quattro

Locatelli – Sarr

Esterno – Yildiz – esterno

Woltemade

In alternativa, contro avversari più aggressivi, Spalletti potrebbe optare per il 3-4-2-1:

Tre difensori

Due esterni e Sarr-Locatelli in mezzo

Yildiz e un altro trequartista

Woltemade

Le due strutture potrebbero persino convivere nella stessa partita.

Il vero obiettivo: rendere Woltemade più pericoloso

La grande sfida per Spalletti sarà capire come sfruttare al massimo Woltemade.

Il tedesco ha qualità tecniche interessanti, ma alla Juventus dovrà diventare più presente negli ultimi metri. L’allenatore cerca proprio un attaccante capace di dare maggiore peso alla squadra negli ultimi trenta metri.

Se Woltemade riuscirà a trasformare la sua fisicità in presenza costante nell’area di rigore, la Juventus potrebbe guadagnare una soluzione che negli ultimi mesi è mancata.

Sarr, invece, dovrà inserirsi negli automatismi del centrocampo e capire rapidamente quando accelerare l’azione e quando rallentarla.

Una Juventus ancora tutta da vedere

L’arrivo dei due giocatori non significa che la formazione titolare sia già scritta.

Spalletti ha dimostrato di voler utilizzare sistemi fluidi e potrebbe modificare la squadra in base all’avversario.

La curiosità maggiore sarà vedere se Woltemade diventerà subito il punto di riferimento dell’attacco e quanto spazio riuscirà a conquistare Sarr in una mediana dove la concorrenza resta importante.

Una cosa, però, sembra abbastanza chiara: con Woltemade la Juventus ha finalmente una punta con caratteristiche fisiche molto particolari, mentre Sarr offre a Spalletti un’altra soluzione per aumentare il ritmo del centrocampo.

Ora bisogna vedere come il tecnico riuscirà a mettere insieme i pezzi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts