La storia della Juventus è una delle più lunghe e importanti del calcio italiano. Una storia iniziata alla fine dell’Ottocento, quando il calcio era ancora agli inizi, e arrivata fino all’epoca moderna attraversando generazioni di giocatori, allenatori e presidenti.
Per raccontare la Juventus bisogna tornare al 1897, quando un gruppo di giovani studenti torinesi fondò la società. Da quel momento il club bianconero ha costruito una tradizione fatta di scudetti, Coppe Italia, trofei internazionali e grandi campioni.
La fondazione della Juventus nel 1897
La Juventus Football Club nacque a Torino nel 1897. I fondatori erano giovani studenti che si ritrovavano nella zona di corso Re Umberto.
Il nome scelto fu “Sport-Club Juventus”. La società iniziò la propria attività in un calcio molto diverso da quello attuale, senza gli enormi stadi, i contratti milionari e la dimensione mediatica che oggi accompagna il pallone.
I primi anni furono soprattutto quelli della costruzione dell’identità del club. Nel 1903 comparvero per la prima volta le celebri maglie bianconere, ispirate alle divise del Notts County inglese.
Il primo scudetto della Juventus
Il primo grande successo arrivò nel 1905. La Juventus conquistò il suo primo campionato italiano, mettendo le basi per quella che sarebbe diventata una delle principali dinastie del calcio nazionale.
Dopo anni complicati, il club iniziò a crescere anche dal punto di vista societario. Una figura destinata a cambiare per sempre la storia bianconera fu Edoardo Agnelli, che entrò nella Juventus nel 1923.
Con la famiglia Agnelli iniziò una nuova fase. La società si strutturò e arrivarono importanti investimenti.
Gli anni d’oro degli anni Trenta
Negli anni Trenta la Juventus diventò una delle squadre più forti d’Italia.
Tra il 1931 e il 1935 arrivarono cinque campionati consecutivi. Quella squadra aveva tra i suoi protagonisti giocatori come Raimundo Orsi, Renato Cesarini e Giovanni Ferrari.
Fu una Juventus capace di imporsi in Italia e di attirare l’attenzione anche fuori dai confini nazionali.
Il calcio italiano stava cambiando e la Juventus era ormai diventata una delle sue grandi protagoniste.
Boniperti e la Juventus del dopoguerra
Dopo la Seconda guerra mondiale, la Juventus tornò rapidamente ai vertici.
Negli anni Cinquanta e Sessanta arrivarono nuovi successi e comparvero giocatori destinati a entrare nella memoria dei tifosi. Tra questi c’era Giampiero Boniperti.
Boniperti avrebbe poi ricoperto per decenni un ruolo fondamentale anche dietro la scrivania. La sua frase “Alla Juventus vincere non è importante, è l’unica cosa che conta” è diventata una delle espressioni più conosciute della cultura bianconera.
La Juventus di Trapattoni
Negli anni Settanta arrivò una delle epoche più importanti della storia juventina.
Giovanni Trapattoni costruì una squadra capace di dominare il calcio italiano e di competere ai massimi livelli in Europa.
Tra i protagonisti c’erano Dino Zoff, Gaetano Scirea, Claudio Gentile, Marco Tardelli, Roberto Bettega e Franco Causio.
La Juventus vinse numerosi campionati e conquistò anche importanti trofei internazionali.
Nel 1985 arrivò la Coppa dei Campioni, conquistata a Bruxelles contro il Liverpool. Fu il primo grande trionfo europeo della Juventus nella massima competizione continentale.
Gli anni Novanta e la Juventus di Lippi
Dopo una fase di cambiamenti, la Juventus tornò protagonista negli anni Novanta con Marcello Lippi in panchina.
La squadra costruita dalla società aveva giocatori come Gianluca Vialli, Fabrizio Ravanelli, Didier Deschamps, Antonio Conte e Alessandro Del Piero.
Nel 1996 arrivò una nuova Champions League. La Juventus superò l’Ajax ai rigori nella finale di Roma.
Quella squadra riuscì anche a conquistare altri importanti trofei internazionali e a raggiungere nuovamente la finale della competizione europea negli anni successivi.
Alessandro Del Piero, una bandiera bianconera
Se esiste un giocatore capace più di altri di rappresentare un’intera generazione di juventini, quel giocatore è Alessandro Del Piero.
Arrivato giovanissimo alla Juventus, Del Piero rimase a Torino per quasi vent’anni.
Ha segnato gol rimasti nella memoria dei tifosi e ha attraversato momenti molto diversi della storia del club. Tra questi anche la Serie B del 2006-07, affrontata dopo lo scandalo di Calciopoli.
Del Piero scelse di rimanere alla Juventus anche in quella stagione. Fu una delle pagine più simboliche della sua carriera.
La rinascita dopo Calciopoli
Il 2006 rappresentò una frattura nella storia juventina.
La Juventus venne retrocessa in Serie B e dovette ripartire dal secondo livello del calcio italiano.
La squadra tornò immediatamente in Serie A e iniziò un lungo processo di ricostruzione.
Negli anni successivi arrivarono nuovi protagonisti e la Juventus tornò progressivamente ai vertici del calcio italiano.
Il nuovo stadio e l’era dei grandi successi
Il 2011 rappresentò un altro momento importante.
La Juventus inaugurò il nuovo stadio, diventato poi Allianz Stadium. La squadra allenata da Antonio Conte conquistò quello stesso anno lo scudetto, chiudendo il campionato senza sconfitte.
Da quel momento iniziò una striscia di successi impressionante.
La Juventus conquistò nove campionati italiani consecutivi tra il 2011-12 e il 2019-20, stabilendo uno dei cicli più lunghi di dominio nella storia della Serie A.
Cristiano Ronaldo e una nuova Juventus
Nel 2018 arrivò a Torino Cristiano Ronaldo.
L’acquisto del portoghese rappresentò uno dei trasferimenti più importanti nella storia del calcio italiano. Ronaldo vestì la maglia della Juventus per tre stagioni, segnando moltissimi gol e conquistando due campionati italiani.
Il grande obiettivo europeo, però, rimase ancora una volta irraggiunto.
La Juventus di oggi
La storia della Juventus continua anche negli anni più recenti, attraverso cambiamenti societari, nuovi allenatori e una rosa continuamente rinnovata.
Il club ha mantenuto la propria identità mentre il calcio è diventato sempre più globale.
Ogni generazione di tifosi ha avuto la propria Juventus: quella di Boniperti, quella di Platini, quella di Baggio, quella di Del Piero, quella di Buffon e quella di tanti altri campioni.
Ed è forse questo l’aspetto più curioso della storia bianconera: cambiano gli uomini, cambiano gli stadi e cambiano le epoche, ma la maglia rimane.
Juventus, una storia lunga più di un secolo
Dal 1897 a oggi sono passati più di 125 anni.
In questo lungo viaggio la Juventus ha conosciuto vittorie, sconfitte, tragedie, rinascite e momenti difficili. Ha avuto campioni capaci di diventare simboli e squadre rimaste nella memoria collettiva.
Raccontare la storia della Juventus significa quindi raccontare anche una parte della storia del calcio italiano.
Una storia che non si è ancora conclusa. La prossima pagina, come sempre, deve ancora essere scritta.