
Pavel Nedved è stato uno dei grandi protagonisti della Juventus tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. Arrivato a Torino nell’estate del 2001, il centrocampista ceco raccolse l’eredità lasciata da Zinedine Zidane e riuscì a costruirsi un’identità completamente diversa.
La sua storia in bianconero è fatta di corsa, sacrificio, gol e partite giocate con una determinazione quasi ostinata. Una caratteristica che i tifosi della Juventus hanno imparato ad apprezzare fin dai primi mesi.
L’arrivo di Pavel Nedved alla Juventus
Nell’estate del 2001 la Juventus decide di puntare su Pavel Nedved.
Il centrocampista arriva dalla Lazio dopo una lunga esperienza nel calcio italiano. A Torino trova una squadra che sta cambiando pelle.
Zinedine Zidane è stato ceduto al Real Madrid e la Juventus deve costruire una nuova formazione intorno ad altri protagonisti.
Nedved diventa rapidamente uno dei punti di riferimento della squadra.
Il suo ruolo non è quello del classico trequartista elegante. Corre per tutta la partita, partecipa alla fase difensiva e arriva spesso alla conclusione.
La Juventus di Lippi
Nedved viene inserito nella Juventus di Marcello Lippi.
La squadra può contare su campioni come Alessandro Del Piero, Gianluigi Buffon, Lilian Thuram, David Trezeguet e Edgar Davids.
Il centrocampista ceco diventa fondamentale soprattutto per la sua capacità di giocare a tutto campo.
Nel 2001-02 arriva subito lo scudetto.
La Juventus conquista il titolo al termine di una delle ultime giornate più ricordate della Serie A, il famoso 5 maggio 2002.
Lo scudetto del 2003
Nella stagione successiva la Juventus conferma la propria forza.
Nedved è ormai uno dei leader tecnici della squadra.
La Juventus conquista il campionato 2002-03 e raggiunge anche la finale di Champions League contro il Milan.
La partita di Manchester termina 0-0 dopo i tempi regolamentari e supplementari. Il Milan vince ai rigori.
Nedved non può giocare quella finale.
È squalificato dopo aver ricevuto un’ammonizione nella semifinale contro il Real Madrid.
Per lui è una delle più grandi delusioni della carriera.
Il Pallone d’Oro del 2003
Il 2003 rimane comunque l’anno più importante della carriera individuale di Nedved.
Il centrocampista della Juventus conquista il Pallone d’Oro.
È il riconoscimento che certifica il suo livello raggiunto in quel periodo.
Nedved diventa il secondo giocatore ceco a vincere il premio dopo Josef Masopust.
Il Pallone d’Oro rappresenta anche un momento particolare per la Juventus: ancora una volta un suo giocatore viene riconosciuto come il migliore del calcio europeo.
Un giocatore diverso
Nedved non era soltanto un centrocampista capace di segnare.
La sua caratteristica più evidente era la disponibilità al sacrificio.
Correva per tutta la partita, rientrava in difesa e cercava continuamente di partecipare all’azione.
A volte sembrava giocare ogni partita come se fosse una finale.
È proprio questo atteggiamento ad averlo reso così popolare tra i tifosi juventini.
Gli anni difficili
Dopo le grandi stagioni dei primi anni Duemila arrivarono periodi più complicati.
La Juventus continuò a competere ai vertici, ma non riuscì a conquistare la Champions League.
Nedved rimase comunque uno dei giocatori più importanti della rosa.
Nel 2006 arrivò la vicenda Calciopoli.
La Juventus venne retrocessa in Serie B e molti campioni lasciarono il club.
Nedved decise di rimanere.
Nedved in Serie B
La stagione 2006-07 è una delle pagine più particolari della carriera del centrocampista ceco.
Nedved avrebbe potuto scegliere di lasciare Torino, ma rimase alla Juventus.
Giocò in Serie B insieme a Buffon, Del Piero, Trezeguet e Camoranesi.
La Juventus conquistò il campionato e tornò immediatamente in Serie A.
Per i tifosi quella stagione rappresentò molto più di una semplice promozione.
Nedved diventò uno dei simboli della Juventus che aveva deciso di ripartire dal basso.
L’ultimo periodo in bianconero
Nedved rimase alla Juventus fino al 2009.
L’ultima stagione fu quella del ritorno in Champions League dopo la promozione.
Il 31 maggio 2009 giocò la sua ultima partita ufficiale contro la Lazio.
Pochi giorni dopo annunciò il ritiro dal calcio giocato.
Dopo otto stagioni, la sua avventura bianconera era terminata.
I numeri di Nedved alla Juventus
Pavel Nedved ha disputato 327 partite ufficiali con la Juventus, segnando 65 gol.
Ha conquistato due scudetti, una Supercoppa italiana e un Pallone d’Oro durante la sua esperienza bianconera.
Ma il suo lascito non può essere misurato soltanto attraverso i numeri.
Nedved rappresentò una Juventus capace di cambiare dopo la partenza di Zidane e rimase al fianco del club anche nel momento più difficile della sua storia recente.
Da campione a dirigente
Dopo il ritiro, Nedved non si allontanò dalla Juventus.
Entrò progressivamente nella dirigenza del club e nel 2015 diventò vicepresidente.
Per anni ha quindi vissuto la Juventus da una posizione diversa, passando dal campo alla scrivania.
Il ragazzo arrivato dalla Lazio nel 2001 era diventato una delle figure più riconoscibili della società.
Pavel Nedved nella storia della Juventus
Pavel Nedved appartiene a quella categoria di giocatori che i tifosi ricordano non soltanto per ciò che hanno vinto.
Il Pallone d’Oro del 2003, gli scudetti, le corse sulla fascia e i gol sono soltanto alcuni pezzi della sua storia.
C’è anche quella scelta del 2006, quando avrebbe potuto cambiare squadra e invece rimase.
Per molti juventini è proprio lì che si trova il vero significato della sua esperienza a Torino.
Nedved è stato un campione. Ma, soprattutto, è stato uno di quei giocatori che hanno fatto sentire la maglia bianconera come qualcosa di proprio.