
Gonzalo Higuaín è uno dei nomi che hanno segnato la rivalità tra Juventus e Napoli. L’attaccante argentino ha conquistato i tifosi azzurri con una stagione straordinaria, prima di trasferirsi a Torino nell’estate del 2016 e diventare uno dei protagonisti del ciclo vincente bianconero.
La sua storia è fatta di gol, trofei e di una scelta di mercato che divise il pubblico. Ancora oggi, quando si parla di Juventus-Napoli, il nome del Pipita torna inevitabilmente d’attualità.
Higuaín al Napoli: 36 gol per entrare nella storia
Higuaín arrivò al Napoli nel 2013, dopo l’esperienza al Real Madrid. In tre stagioni con la maglia azzurra diventò il punto di riferimento dell’attacco, mostrando una straordinaria capacità di trovare la porta anche nelle situazioni più complicate.
Il momento più importante della sua avventura partenopea arrivò nel campionato 2015/16. Sotto la guida di Maurizio Sarri, l’argentino segnò 36 gol in 35 presenze in Serie A, conquistando il titolo di capocannoniere e stabilendo il record di reti in una singola stagione del massimo campionato italiano a girone unico.
Il 14 maggio 2016, contro il Frosinone, Higuaín realizzò una tripletta. L’ultima rete, una spettacolare rovesciata, gli permise di superare il precedente primato di Gunnar Nordahl, fermo a 35 gol.
Il Napoli concluse quella stagione al secondo posto, ma il rendimento del suo centravanti era ormai entrato nella storia del calcio italiano.
Il passaggio alla Juventus: un trasferimento da 90 milioni
Il 26 luglio 2016 la Juventus ufficializzò l’acquisto di Higuaín, pagando la clausola rescissoria di 90 milioni di euro. L’operazione, all’epoca tra le più costose del calcio mondiale, provocò una forte reazione tra i sostenitori napoletani.
Il passaggio alla rivale diretta fu vissuto da molti tifosi azzurri come un tradimento. Higuaín, dopo aver trascinato il Napoli alla qualificazione in Champions League, sceglieva di proseguire la carriera con una squadra che puntava a vincere tutto in Italia.
A Torino trovò una squadra abituata a lottare per lo scudetto e un ambiente con grandi aspettative. La pressione era elevata: il costo dell’operazione rendeva ogni prestazione oggetto di discussione.
Il gol contro il Napoli che fece esplodere lo Stadium
Il 29 ottobre 2016 arrivò uno dei momenti più simbolici della carriera juventina di Higuaín. Nella partita contro il suo ex club, l’attaccante segnò il gol decisivo per il 2-1 della Juventus.
Dopo il vantaggio di Leonardo Bonucci e il pareggio di José Callejón, fu proprio il Pipita a trovare la rete della vittoria al 70′, con una conclusione di sinistro.
La scena raccontò meglio di tante parole il significato di quel trasferimento. Da una parte, l’entusiasmo del pubblico bianconero; dall’altra, la delusione dei tifosi napoletani, costretti a vedere il loro ex bomber punire la squadra che lo aveva consacrato.
I trofei conquistati con la Juventus
Con la maglia bianconera, Higuaín contribuì ai successi della squadra allenata da Massimiliano Allegri. Nella sua prima stagione conquistò il campionato e la Coppa Italia, ripetendo il successo in coppa anche nel 2018.
Nel 2017 raggiunse inoltre la finale di Champions League con la Juventus, persa contro il Real Madrid. Nel 2018 lasciò temporaneamente Torino per trasferirsi al Milan, prima di passare al Chelsea nel gennaio 2019 e vincere l’Europa League.
Nell’estate dello stesso anno tornò alla Juventus, con cui conquistò un altro scudetto nel 2020.
Il bilancio italiano del Pipita comprende quindi successi importanti con entrambe le squadre, anche se il suo nome rimane legato in modo particolare al record realizzativo con il Napoli e al trasferimento che cambiò il rapporto con una parte della tifoseria azzurra.
Higuaín, un ex che continua a far parlare
Gonzalo Higuaín ha annunciato il ritiro dal calcio giocato nel 2022, dopo aver concluso la sua carriera con l’Inter Miami. Il suo percorso in Italia resta uno degli esempi più significativi di come un trasferimento possa cambiare la percezione di un campione.
A Napoli è ricordato per i 36 gol e per una stagione che sembrava poter portare allo scudetto. Alla Juventus ha lasciato il segno con reti decisive e trofei nazionali.
Il Pipita ha vestito entrambe le maglie, ma il suo nome continua a dividere i ricordi dei tifosi. Per i napoletani rimane il centravanti del record e della grande occasione mancata; per molti juventini, l’attaccante capace di fare la differenza nelle partite che contavano.
Quando Juventus e Napoli si affrontano, la sua storia ricorda quanto possa essere sottile il confine tra idolo e avversario.