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Guglielmo Vicario è il nuovo portiere della Juventus. Il trasferimento dal Tottenham porta a Torino un estremo difensore che conosce già bene la Serie A e che negli ultimi tre anni ha maturato una notevole esperienza in Premier League.

A 29 anni, Vicario arriva nel momento della carriera in cui esperienza e rendimento devono andare di pari passo. La Juventus lo ha scelto anche per le caratteristiche tecniche che possono adattarsi al calcio di Luciano Spalletti.

Un portiere reattivo tra i pali

Una delle qualità più evidenti di Vicario è la capacità di reagire rapidamente sulle conclusioni ravvicinate.

Nonostante un’altezza di 1,80 metri, il portiere friulano ha costruito gran parte della propria reputazione sulla velocità di intervento. I riflessi gli permettono di compensare in diverse situazioni il confronto fisico con portieri più alti.

Al Tottenham ha avuto modo di confrontarsi ogni settimana con alcuni degli attaccanti più forti del calcio europeo. La Premier League è stata una palestra piuttosto seria.

Il gioco con i piedi

C’è poi un aspetto che può interessare particolarmente Spalletti: Vicario sa partecipare alla costruzione dal basso.

Il portiere italiano è mancino e può essere coinvolto nella prima fase dell’azione. Non si limita quindi alla ricerca del lancio lungo quando riceve il pallone.

Questo permette alla squadra di avere un giocatore in più nella costruzione e può aiutare la Juventus quando vuole uscire dalla pressione avversaria partendo dalla propria area.

L’esperienza inglese

Il passaggio al Tottenham nel 2023 ha rappresentato una svolta importante nella carriera di Vicario.

Nella sua prima stagione in Premier League ha giocato tutte le 38 partite di campionato. Nel complesso, al termine della stagione 2025/26, ha raggiunto quota 117 presenze con il club londinese.

Non sono numeri banali per un portiere arrivato dall’Italia senza una lunga esperienza internazionale.

Vicario ha anche conquistato l’Europa League con il Tottenham nel 2025, aggiungendo un trofeo europeo al proprio percorso.

Personalità e pressione

Giocare in Premier League significa anche convivere con una pressione continua.

Stadi pieni, ritmi elevati e conclusioni che arrivano spesso in pochi secondi hanno obbligato Vicario a sviluppare una certa personalità.

Alla Juventus troverà una pressione diversa, ma altrettanto pesante. A Torino ogni errore di un portiere viene analizzato al rallentatore e spesso discusso per giorni.

Vicario dovrà quindi dimostrare di riuscire a mantenere la stessa tranquillità mostrata in Inghilterra.

Il rapporto con la difesa

Un altro elemento interessante sarà il rapporto con i difensori bianconeri.

L’arrivo di Jhon Lucumì aggiunge un nuovo centrale alla rosa e la presenza di Bremer offre un riferimento importante al centro della difesa.

Vicario dovrà rapidamente costruire intesa con il reparto. Per un portiere questo aspetto conta quasi quanto una grande parata: conoscere i movimenti dei difensori permette di anticipare l’azione e scegliere quando uscire o restare tra i pali.

Il punto interrogativo

C’è anche un aspetto da valutare.

Vicario non è un portiere dominante dal punto di vista fisico. Con i suoi 1,80 metri può incontrare qualche difficoltà in determinate situazioni sulle palle alte e sui cross particolarmente affollati.

La sua risposta è stata spesso la reattività. Ma la Serie A resta un campionato nel quale la gestione dell’area piccola può diventare decisiva.

Nel marzo 2026 ha inoltre dovuto affrontare un intervento chirurgico per un’ernia, tornando in campo nel finale della stagione con il Tottenham.

Perché la Juventus ha scelto Vicario

La scelta della Juventus sembra avere una logica precisa.

Spalletti può contare su un portiere che conosce il campionato italiano, ha giocato tre stagioni in Premier League e ha maturato esperienza internazionale.

Vicario può dare sicurezza tra i pali, ma anche aiutare la squadra quando deve costruire dal basso.

Il suo arrivo apre quindi una nuova fase per la porta bianconera.

Dopo gli anni trascorsi in Inghilterra, Vicario torna in Italia con una maglia che pesa parecchio.

E forse è proprio questo il dettaglio più interessante: adesso dovrà trasformare l’esperienza accumulata al Tottenham in prestazioni decisive per la Juventus.

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