
Juventus-Atalanta avrà un protagonista particolare sulla panchina della squadra bergamasca. Maurizio Sarri si prepara infatti a tornare all’Allianz Stadium da avversario, a distanza di anni dalla sua esperienza alla guida dei bianconeri.
Il tecnico toscano ha affrontato l’avvicinamento alla sfida parlando anche del suo passato a Torino. Una parentesi durata una sola stagione, quella 2019/20, conclusa con la conquista dello Scudetto e con l’addio alla Juventus dopo l’eliminazione dalla Champions League contro il Lione.
Questa volta Sarri arriva a Torino alla guida dell’Atalanta e con una squadra ancora in fase di trasformazione.
Sarri e la Juventus, una stagione particolare
Nel ricordare l’esperienza bianconera, Sarri ha sottolineato soprattutto le condizioni particolari vissute durante quella stagione.
Il campionato 2019/20 fu infatti condizionato dalla pandemia e dalla ripresa delle partite a porte chiuse. Secondo Sarri, anche questo elemento ha influito sul ricordo di quella esperienza.
“È stata una stagione strana”, ha spiegato il tecnico, ricordando come gli stadi fossero praticamente vuoti da marzo. Alla domanda sull’eventuale rimpianto per aver allenato la Juventus soltanto per una stagione, la risposta è stata netta: nessun rimpianto.
L’Atalanta chiede tempo
Il presente di Sarri si chiama Atalanta. Il tecnico ha iniziato un nuovo progetto dopo l’era Gasperini e ha chiarito che la società non gli ha imposto un obiettivo immediato.
L’idea è costruire una squadra capace di raggiungere risultati solidi nel medio periodo.
L’inizio della stagione ha portato sei punti nelle prime quattro giornate, con due vittorie e due sconfitte. Sarri non considera però questo avvio sufficiente per giudicare il lavoro complessivo.
Il riferimento del tecnico è alle sue precedenti esperienze. A Empoli, ha ricordato, la squadra si trovò in fondo alla classifica dopo nove giornate prima di arrivare a giocarsi la finale playoff. Anche a Napoli l’inizio non fu semplice.
Il nuovo calcio della Dea
Una delle sfide più delicate riguarda il cambiamento tattico.
L’Atalanta arriva da un lungo periodo caratterizzato dal sistema di Gian Piero Gasperini. Sarri sta cercando di introdurre i propri principi e ha spiegato che il modulo, da solo, non rappresenta l’aspetto decisivo.
Per il tecnico contano soprattutto il modo in cui la squadra difende, come costruisce le azioni offensive e il modo in cui i giocatori riescono a muoversi insieme.
È un processo che richiede tempo, soprattutto quando una squadra deve assimilare idee differenti rispetto al passato.
Il mercato e i nuovi giocatori
Sarri ha parlato anche degli acquisti effettuati dall’Atalanta durante l’estate.
Sono arrivati sei nuovi giocatori, ma con percorsi differenti. Alcuni hanno iniziato la preparazione dall’inizio, altri sono arrivati nelle fasi finali del mercato e qualcuno ha avuto problemi fisici che ne hanno rallentato l’inserimento.
Il tecnico ha comunque sottolineato il valore complessivo della rosa e soprattutto la disponibilità al lavoro mostrata dai nuovi arrivati.
Una frase di Sarri fotografa bene il suo approccio: un allenatore completamente soddisfatto del mercato della propria società, secondo lui, è difficile da trovare.
Juventus-Atalanta, sfida tra passato e presente
Domenica alle 18 Sarri ritroverà quindi la Juventus in una partita che porta con sé una storia particolare.
Da una parte ci sarà la squadra bianconera allenata da Luciano Spalletti. Dall’altra un’Atalanta che sta cercando una nuova identità sotto la guida di Sarri.
Il tecnico bergamasco ha già messo alle spalle la sua esperienza torinese. Ora vuole concentrarsi sul progetto nerazzurro e sulla partita dello Stadium.
Il passato tornerà inevitabilmente a farsi vedere, ma per novanta minuti il tema sarà soprattutto il presente: Juventus contro Atalanta, con Sarri nuovamente sotto i riflettori di Torino.