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La Juventus 2026/2027 di Luciano Spalletti sta prendendo una forma sempre più riconoscibile. Il tecnico bianconero sembra avere individuato nel 4-2-3-1 la struttura di partenza, ma l’idea è quella di costruire una squadra capace di modificare il proprio assetto durante la partita.

Le prime gare della stagione hanno dato indicazioni abbastanza chiare. Contro il Milan, ad esempio, la Juventus è partita con Vicario in porta, Kalulu, Bremer, Lucumì e Celik in difesa, Locatelli e Douglas Luiz in mezzo al campo, Conceicao, Nico Gonzalez e Alajbegovic sulla trequarti e Kolo Muani come riferimento offensivo.

Contro l’Atalanta, Spalletti ha confermato una struttura molto simile: Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumì, Celik; McKennie, Douglas Luiz; Conceicao, Nico Gonzalez, Alajbegovic; Kolo Muani.

Il 4-2-3-1 come punto di partenza

La disposizione più naturale sembra quindi essere il 4-2-3-1.

Vicario rappresenta il punto di partenza della costruzione dal basso, mentre davanti a lui Bremer e Lucumì possono garantire fisicità e capacità di difendere gli spazi.

Sulle fasce difensive Kalulu e Celik hanno caratteristiche differenti. Il francese può essere utilizzato anche in posizioni più avanzate o trasformarsi in un elemento utile quando la squadra modifica la struttura.

A centrocampo il doppio mediano permette a Spalletti di avere due giocatori alle spalle della linea dei trequartisti. Douglas Luiz è stato utilizzato in questa posizione nelle prime gare, mentre McKennie e Koopmeiners possono offrire alternative differenti in base alle esigenze della partita.

Alajbegovic può diventare una pedina importante

Una delle caratteristiche interessanti della nuova Juventus riguarda la posizione di Kerim Alajbegovic.

Spalletti lo considera un trequartista e questa collocazione può permettergli di giocare alle spalle della punta senza togliere spazio a Kenan Yildiz. L’idea del tecnico è quella di avere qualità tra le linee e più giocatori capaci di attaccare gli ultimi trenta metri.

Quando Yildiz sarà nuovamente disponibile, Spalletti avrà quindi diverse possibilità. Il turco potrebbe partire dalla fascia, occupare una posizione più centrale oppure muoversi alle spalle della punta a seconda dello sviluppo dell’azione.

Nico Gonzalez e Conceicao sulle corsie

Sulle fasce offensive la Juventus dispone di giocatori con caratteristiche differenti.

Conceicao può garantire accelerazioni e uno contro uno, mentre Nico Gonzalez può partire largo e accentrarsi. Questa combinazione permette alla Juventus di non essere legata esclusivamente alla costruzione centrale.

L’obiettivo è creare situazioni nelle quali Kolo Muani non debba necessariamente ricevere sempre spalle alla porta.

Kolo Muani riferimento offensivo

Il francese rappresenta il principale riferimento offensivo del sistema.

Spalletti lo ha utilizzato come centravanti nelle prime gare e sembra voler sfruttare la sua capacità di attaccare la profondità oltre alla possibilità di venire incontro al pallone.

Il tecnico ha anche lasciato aperta la possibilità di utilizzare Kolo Muani insieme a Woltemade. In conferenza stampa aveva sottolineato come il tedesco possa giocare anche in coppia con il francese.

Ed è proprio questa una delle varianti più interessanti che la Juventus potrebbe sviluppare durante la stagione.

La trasformazione in fase offensiva

Il 4-2-3-1 potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto diverso quando la Juventus avrà il possesso.

Un terzino potrebbe avanzare, uno dei centrocampisti potrebbe abbassarsi per facilitare la costruzione e uno dei trequartisti potrebbe occupare una posizione centrale.

Da qui nasce la possibilità di vedere una Juventus che passa dal 4-2-3-1 al 3-4-2-1 o al 4-3-3 senza necessariamente effettuare sostituzioni.

Questa fluidità è una caratteristica che accompagna il lavoro di Spalletti. Le analisi tattiche sul nuovo corso bianconero hanno infatti evidenziato proprio la possibilità di alternare 4-2-3-1, 3-4-2-1 e 4-3-3 durante la stessa partita.

Bremer può diventare fondamentale

La presenza di Bremer permette a Spalletti di avere una soluzione in più.

Il brasiliano può giocare in una difesa a quattro, ma può anche diventare il centrale di una linea a tre. In questo secondo scenario Kalulu e Lucumì potrebbero completare il reparto, mentre i laterali avrebbero maggiore libertà di spinta.

È uno dei motivi per cui la Juventus può cambiare struttura senza modificare completamente gli interpreti.

Una Juventus più verticale

L’obiettivo di Spalletti sembra essere quello di aumentare la qualità della costruzione e rendere la squadra meno prevedibile negli ultimi metri.

Il tecnico ha parlato della necessità di migliorare la rosa e di avere più soluzioni. La presenza di Kolo Muani, Alajbegovic e Woltemade amplia proprio il ventaglio delle possibilità offensive.

La Juventus potrà quindi cercare la profondità con Kolo Muani, attaccare l’area con i trequartisti oppure sfruttare il gioco aereo quando sarà presente Woltemade.

La possibile Juventus titolare

Quando l’organico sarà al completo, una possibile formazione di riferimento potrebbe essere:

Vicario

Kalulu – Bremer – Lucumì – Celik

Douglas Luiz – McKennie

Conceicao – Alajbegovic – Yildiz

Kolo Muani

Una formazione che potrebbe cambiare parecchio durante i 90 minuti.

In determinate partite Koopmeiners potrebbe entrare nel centrocampo a due o nella trequarti. Nico Gonzalez può giocare largo o più vicino alla punta. Woltemade può diventare un’alternativa a Kolo Muani oppure affiancarlo.

Ed è forse proprio qui che si trova la chiave della Juventus di Spalletti: avere un sistema iniziale riconoscibile senza trasformarlo in una gabbia tattica.

La stagione è ancora lunga e gli infortuni hanno già costretto il tecnico a modificare alcune scelte. Ma le prime formazioni ufficiali hanno mostrato una direzione abbastanza precisa: 4-2-3-1 di partenza, grande mobilità davanti e la possibilità di cambiare sistema durante la partita.

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