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La Juventus supera l’Atalanta 2-0 all’Allianz Stadium nella quinta giornata di Serie A e risponde al passo falso di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Un gol di Francisco Conceicao nel primo tempo e il colpo di testa di Gleison Bremer nella ripresa consegnano a Luciano Spalletti la terza vittoria in campionato.

Il risultato racconta una partita gestita con attenzione dalla Juventus, ma dietro il 2-0 c’è soprattutto una gara preparata in modo diverso rispetto alla trasferta di Sassuolo. Spalletti ha modificato più volte l’assetto della squadra, sfruttando la duttilità di alcuni giocatori e cercando di togliere all’Atalanta gli spazi necessari per attaccare.

Un primo tempo ragionato

La Juventus parte con un 3-4-2-1, con Conceicao e Alajbegovic alle spalle di Kolo Muani. Nico Gonzalez viene utilizzato largo, mentre McKennie e Douglas Luiz compongono il centrocampo.

L’idea è abbastanza chiara: lasciare all’Atalanta una parte del possesso e proteggere il centro del campo, aspettando il momento giusto per attaccare la profondità.

Kolo Muani ha subito una buona occasione al 2′, quando riesce a liberarsi e calcia verso la porta. Carnesecchi respinge. Poi la gara entra in una fase più bloccata, con l’Atalanta che tiene il pallone ma fatica a trasformare il possesso in occasioni.

Ed è proprio qui che la Juventus riesce a leggere bene la partita.

Al 28′ arriva il vantaggio. Celik riceve sulla fascia e mette in mezzo un pallone rasoterra molto difficile da leggere per la difesa bergamasca. Sul secondo palo arriva Conceicao, che anticipa la chiusura e batte Carnesecchi di prima intenzione.

Un gol nato dalla qualità del cross e, soprattutto, dalla presenza dell’esterno portoghese nel posto giusto.

La Juventus cambia pelle dopo il vantaggio

Uno degli aspetti più interessanti della gara è la capacità di Spalletti di modificare l’assetto senza stravolgere la squadra.

Dopo l’1-0, Nico Gonzalez viene alzato maggiormente sulla trequarti e la Juventus passa progressivamente verso un 4-2-3-1. La squadra può così avere maggiore presenza tra le linee senza rinunciare alla protezione garantita dai due centrocampisti.

La Juventus non cerca continuamente di attaccare. Aspetta.

È una scelta che può sembrare rischiosa contro una squadra abituata a costruire pressione, ma l’Atalanta non riesce a trovare continuità negli ultimi metri. Le statistiche confermano una partita equilibrata nel possesso: 52,1% Juventus contro 47,9% Atalanta, con 14 tiri bianconeri contro 11 nerazzurri. La differenza arriva soprattutto nella qualità delle conclusioni nello specchio, 5 a 2 per la squadra di Spalletti.

Kolo Muani, non segna ma salva la Juventus

Il francese è uno dei protagonisti della partita anche senza riuscire a trovare il gol.

Kolo Muani lavora molto per la squadra, attacca la profondità e partecipa alla fase difensiva. L’episodio più importante arriva al 62′.

Kristensen svetta sugli sviluppi di un calcio d’angolo e indirizza il pallone verso la porta di Vicario. Il portiere bianconero sembra battuto, ma Kolo Muani si trova sulla traiettoria e riesce a salvare sulla linea.

Un intervento che pesa quasi quanto una rete.

La Lega Serie A ha sottolineato proprio questo episodio nella propria cronaca della partita: l’Atalanta avrebbe potuto trovare il pareggio, ma la Juventus supera il momento di difficoltà e pochi minuti più tardi torna a rendersi pericolosa.

Bremer chiude la partita

Al 77′ arriva il 2-0.

Zhegrova, entrato insieme a Koopmeiners, conquista spazio sulla destra e calcia un corner preciso verso il primo palo. Bremer anticipa Scalvini e indirizza di testa il pallone in rete.

Il brasiliano conferma ancora una volta la propria pericolosità sui calci piazzati. È il secondo gol in campionato dopo quello realizzato contro il Frosinone.

La rete cambia definitivamente la partita.

L’Atalanta deve scoprirsi e la Juventus trova spazi per ripartire. Carnesecchi evita un passivo più pesante intervenendo su Kolo Muani e Koopmeiners.

Spalletti trova risposte importanti

La vittoria permette a Spalletti di lavorare con maggiore tranquillità durante la sosta per le nazionali.

La Juventus sale a 10 punti dopo cinque giornate e si porta a tre lunghezze dal gruppo di testa formato da Inter, Roma e Lazio.

Al di là della classifica, il dato più interessante riguarda la risposta della squadra dopo la sconfitta contro il Sassuolo.

A Reggio Emilia la Juventus aveva prodotto molto senza riuscire a gestire bene i momenti decisivi. Contro l’Atalanta la partita viene affrontata con maggiore prudenza. La squadra sa quando accelerare e quando abbassarsi.

Non è una Juventus spettacolare per tutti i 90 minuti. È una Juventus che, in questa occasione, sembra capire meglio che partita deve giocare.

Conceicao e Bremer, i volti della vittoria

Conceicao firma il primo gol stagionale e offre una soluzione importante sulla fascia. La sua capacità di attaccare il secondo palo diventa decisiva nell’azione dell’1-0.

Bremer, invece, mette la firma sulla partita con il secondo gol e guida una difesa che concede relativamente poco.

Anche Celik merita attenzione per l’assist sul primo gol, mentre McKennie viene utilizzato ancora una volta in una posizione differente rispetto al suo ruolo abituale. Il centrocampista statunitense garantisce corsa e disponibilità tattica, una caratteristica che Spalletti sembra voler sfruttare sempre di più.

Il dato che resta

La Juventus ha vinto una partita nella quale non ha avuto bisogno di dominare il pallone per controllare il risultato.

Questo forse è il dettaglio tattico più interessante della serata.

La squadra ha saputo aspettare l’Atalanta, colpire quando si è aperto lo spazio e difendere il vantaggio quando necessario. Dopo il 2-0, poi, i bianconeri hanno avuto anche le occasioni per aumentare ulteriormente il margine.

La strada della Juventus di Spalletti passa anche da questo tipo di partite: meno frenesia, maggiore attenzione ai momenti della gara e capacità di sfruttare le situazioni decisive.

Dopo il 2-0 sull’Atalanta, la pausa arriva con una Juventus a quota 10 punti e con diversi segnali tattici da analizzare.

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