
Juventus-Milan finisce 1-1 allo Stadium, ma il risultato racconta solo una parte di una partita che i bianconeri avrebbero potuto portare a casa. La squadra di Luciano Spalletti ha costruito più occasioni, ha colpito un palo e ha costretto Mike Maignan a diversi interventi importanti. Alla fine, però, il Milan è riuscito a passare in vantaggio con Cissé e la Juventus ha dovuto aspettare il 92′ per trovare il pareggio con Federico Gatti.
Per come si è sviluppata la gara, il punto conquistato dalla Juventus lascia quindi una sensazione abbastanza particolare. La reazione finale è un segnale positivo, ma resta il rimpianto per una partita nella quale i bianconeri hanno avuto le occasioni migliori.
Juventus-Milan 1-1: la Juventus costruisce, il Milan aspetta
Il copione della partita è apparso abbastanza chiaro fin dalle prime fasi. La Juventus ha provato a prendere il controllo del gioco, cercando soprattutto Francisco Conceição sulle corsie esterne.
Il Milan ha invece preferito attendere e provare a ripartire. Una strategia che ha permesso ai rossoneri di restare dentro la partita anche nei momenti in cui la Juventus sembrava avere maggiore iniziativa.
Il dato dei tiri è significativo: 14 conclusioni per la Juventus contro appena 3 del Milan. Anche l’xG fotografa una differenza importante, con i bianconeri intorno a 1,6 e i rossoneri sotto 0,1.
Numeri che fanno capire quanto la squadra di Spalletti sia stata più pericolosa.
Conceição è una delle note positive
Tra le note migliori della serata c’è Francisco Conceição.
Il portoghese è stato uno dei giocatori più vivaci della Juventus e ha cercato con continuità di creare superiorità numerica. Quando ha avuto spazio per puntare il diretto avversario, il Milan ha mostrato qualche difficoltà.
Nel primo tempo Maignan è stato costretto a intervenire su una sua conclusione. Nella ripresa è arrivato anche il palo colpito dal portoghese.
Quella conclusione avrebbe potuto cambiare completamente la partita.
Conceição non ha trovato il gol, ma la sua prestazione offre a Spalletti una certezza importante: sulla fascia la Juventus ha un giocatore capace di creare qualcosa anche quando la manovra si blocca.
Kolo Muani, il grande interrogativo
Il problema resta Randal Kolo Muani.
Il francese ha iniziato la gara da centravanti, ma non è riuscito a trasformare in occasioni concrete il lavoro prodotto dalla squadra. La Juventus ha attaccato molto, ma il suo numero 9 è rimasto troppo spesso lontano dal cuore dell’area.
È probabilmente questo il tema sul quale Spalletti dovrà lavorare maggiormente.
Dopo la partita, l’allenatore ha confermato la propria fiducia nell’attaccante. Una scelta precisa, soprattutto dopo le critiche ricevute nelle ultime settimane.
La Juventus ha bisogno che Kolo Muani entri maggiormente nel vivo del gioco. Perché creare 14 conclusioni e segnare una sola rete significa lasciare per strada qualcosa.
Maignan tiene in piedi il Milan
Se il Milan è riuscito a rimanere in partita così a lungo, gran parte del merito è di Mike Maignan.
Il portiere rossonero ha risposto presente nelle situazioni più complicate e ha impedito alla Juventus di sbloccare il risultato.
La sua prestazione ha avuto un peso enorme nell’economia del match.
La Juventus, dal canto suo, può recriminare sulle occasioni non concretizzate. Locatelli ha avuto una possibilità importante dopo una respinta del portiere, mentre Conceição ha trovato il palo nella ripresa.
A guardare il tabellino viene quasi da chiedersi come sia possibile che una partita con una differenza così evidente nelle occasioni sia finita 1-1.
Cissé gela lo Stadium
Il calcio, però, spesso prende strade strane.
Il Milan, dopo aver prodotto pochissimo, trova il gol al 68′. Samuel Chukwueze serve Alphadjo Cissé, che riesce a controllare e a battere Vicario.
Per i rossoneri è una delle pochissime vere occasioni della partita.
La Juventus si ritrova sotto nel momento in cui sembrava avere il controllo della situazione. Ed è qui che emerge un altro aspetto interessante della squadra di Spalletti: la reazione.
Gatti diventa centravanti e salva la Juventus
Quando il tempo stava ormai scadendo, Spalletti ha provato una soluzione quasi disperata.
Federico Gatti viene utilizzato praticamente da attaccante aggiunto.
Una scelta che può sembrare curiosa, ma che alla fine paga. Al 92′ Koopmeiners mette il pallone in area e Gatti trova il tempo giusto per inserirsi e colpire di testa.
Maignan questa volta non può nulla.
È 1-1.
Il difensore diventa così l’uomo che evita alla Juventus una sconfitta difficile da digerire.
Juventus-Milan, cosa ha funzionato
La prestazione della Juventus offre comunque diversi spunti positivi.
La squadra ha prodotto un buon numero di occasioni e ha avuto la forza di reagire allo svantaggio. Conceição ha confermato di poter essere un elemento importante nella fase offensiva e i cambi di Spalletti hanno avuto un peso decisivo nel finale.
Anche la capacità di non arrendersi dopo il gol del Milan merita attenzione.
Cosa deve migliorare Spalletti
Il principale problema rimane la concretezza.
Una squadra che produce così tanto deve segnare di più. Il dato diventa ancora più evidente considerando la qualità di alcune occasioni costruite dalla Juventus.
Kolo Muani dovrà aumentare la propria presenza in area e la squadra dovrà trovare maggiore continuità negli ultimi metri.
C’è poi la questione del gol subito. Il Milan ha avuto pochissime opportunità, ma una di queste è diventata immediatamente rete.
Sono dettagli che, contro avversari di alto livello, possono decidere una stagione.
Il verdetto dopo Juventus-Milan
Il pareggio non è un risultato da buttare, soprattutto considerando il modo in cui è arrivato.
La Juventus resta imbattuta e chiude la sfida con il Milan a 7 punti dopo tre giornate. Ma la sensazione è che allo Stadium ci fosse spazio per qualcosa in più.
Spalletti può ripartire dalla reazione di Gatti e dalla vivacità di Conceição. Davanti, invece, serve una risposta.
La prossima partita contro il Sassuolo sarà già un’occasione interessante per capire se la Juventus riuscirà a trasformare il volume di gioco in qualcosa di più concreto.