
La Juventus 2026/2027 si presenta ai nastri di partenza con una rosa profondamente cambiata rispetto alla passata stagione. La società ha lavorato sul mercato per aumentare le soluzioni a disposizione di Luciano Spalletti, intervenendo praticamente in ogni reparto.
L’obiettivo è chiaro: costruire una squadra capace di tornare stabilmente nelle zone alte della classifica e di riconquistare un posto in Champions League.
Il mercato estivo ha portato diversi nuovi elementi e ha modificato le gerarchie. Tra gli ultimi arrivi ci sono anche Nick Woltemade, arrivato in prestito dal Newcastle fino a giugno 2027, e Pape Matar Sarr, in prestito dal Tottenham.
La rosa aggiornata al 1° settembre comprende, tra gli altri, Vicario, Perin, Grabara, Bremer, Gatti, Kelly, Kalulu, Lucumì, Cambiaso, Çelik, Locatelli, Koopmeiners, Douglas Luiz, Thuram, McKennie, Miretti, Sarr, Conceição, Yildiz, Boga, Zhegrova, Kolo Muani e Woltemade.
Spalletti e il possibile 4-2-3-1
Il sistema più interessante per leggere la nuova Juventus è il 4-2-3-1.
Non significa che Spalletti utilizzerà sempre lo stesso schieramento. La rosa permette infatti di modificare la struttura durante la partita, passando anche a un 4-3-3 o a una disposizione più offensiva.
Il 4-2-3-1 permette però di mettere contemporaneamente in campo qualità tra le linee e presenza offensiva.
Una possibile formazione di partenza potrebbe essere:
Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumì, Cambiaso; Locatelli, Douglas Luiz; Conceição, Woltemade, Yildiz; Kolo Muani.
Una soluzione molto simile è stata già indicata nelle ipotesi sulla Juventus 2026/2027.
Portiere: Vicario parte davanti
L’arrivo di Guglielmo Vicario rappresenta una delle novità più importanti.
Il portiere italiano può diventare una figura centrale nella costruzione dal basso, caratteristica particolarmente interessante per una squadra che vuole gestire maggiormente il possesso.
Alle sue spalle ci sono Mattia Perin e Kamil Grabara, mentre Carlo Pinsoglio continua a rappresentare una presenza importante nello spogliatoio.
La concorrenza nel ruolo permette a Spalletti di avere più soluzioni durante una stagione lunga.
Difesa: Bremer il punto di riferimento
Al centro della difesa Gleison Bremer rimane uno dei giocatori più importanti.
Il brasiliano porta fisicità, capacità nell’anticipo e una presenza importante nel gioco aereo.
Al suo fianco potrebbe giocare Jhon Lucumí, uno dei volti nuovi della retroguardia. Le alternative comprendono Federico Gatti, Lloyd Kelly e Pierre Kalulu.
Sulle fasce Cambiaso rappresenta una pedina particolarmente preziosa.
Il suo modo di interpretare il ruolo permette alla Juventus di modificare la struttura durante la partita: può rimanere largo oppure entrare dentro al campo per creare una superiorità numerica in mezzo.
Dall’altra parte Kalulu e Çelik offrono caratteristiche differenti.
Questa varietà potrebbe diventare una delle armi della squadra.
Locatelli davanti alla difesa
A centrocampo Manuel Locatelli dovrebbe conservare un ruolo centrale.
Il capitano può agire davanti alla difesa oppure abbassarsi tra i centrali quando la squadra costruisce dal basso.
Accanto a lui ci sono diverse possibilità.
Douglas Luiz può garantire qualità nel palleggio e maggiore capacità di gestione del pallone. Khéphren Thuram aggiunge invece fisicità e progressione.
McKennie rimane una soluzione preziosa per la sua duttilità, mentre Koopmeiners può essere utilizzato sia in mediana sia più avanti.
L’arrivo di Pape Matar Sarr aumenta ulteriormente le alternative. Il centrocampista senegalese arriva dal Tottenham con la formula del prestito per la stagione 2026/2027.
La fantasia sulle fasce
Una delle zone più interessanti della Juventus sarà la trequarti.
Francisco Conceição può partire dalla destra e puntare l’uomo. Il portoghese ha caratteristiche che permettono alla Juventus di attaccare anche quando l’avversario difende con molti uomini dietro la linea della palla.
A sinistra il riferimento principale può essere Kenan Yildiz.
Il talento turco è uno dei giocatori attorno ai quali costruire il futuro della squadra.
Yildiz può partire largo, accentrarsi e occupare la zona tra centrocampo e difesa avversaria.
Alle loro spalle, o in alternativa sulle fasce, ci sono giocatori come Jérémie Boga ed Edon Zhegrova.
La Juventus può quindi cambiare interpreti senza modificare necessariamente la struttura.
Woltemade, la nuova carta tra le linee
Nick Woltemade è una delle novità più interessanti dell’ultima parte del mercato.
Il tedesco arriva dal Newcastle in prestito fino a giugno 2027. Nella stagione precedente aveva collezionato 53 presenze con il club inglese, realizzando 11 gol e fornendo 6 assist in tutte le competizioni.
La sua posizione può essere particolarmente interessante.
Spalletti potrebbe utilizzarlo come trequartista alle spalle della punta oppure sfruttarne la fisicità in una posizione più avanzata.
La sua presenza offre una soluzione diversa rispetto a un trequartista più tradizionale.
Ed è proprio qui che la Juventus potrebbe avere una delle sue principali varianti tattiche.
Kolo Muani riferimento offensivo
Randal Kolo Muani può essere il riferimento centrale dell’attacco.
L’attaccante francese ha caratteristiche adatte a una squadra che vuole alternare possesso e attacchi verticali.
Può giocare da centravanti ma anche muoversi lateralmente, liberando spazio per gli inserimenti dei trequartisti.
Alle sue spalle rimangono diverse alternative, comprese le soluzioni rappresentate da Milik, Ekhator e dagli altri elementi offensivi della rosa.
La presenza di più giocatori offensivi permette a Spalletti di scegliere in base all’avversario.
La Juventus può cambiare durante la partita
Uno degli aspetti più interessanti della rosa è la possibilità di cambiare modulo senza effettuare necessariamente una sostituzione.
Con Cambiaso che si accentra, per esempio, la squadra può trasformarsi in fase di possesso.
Il 4-2-3-1 può diventare una struttura più simile a un 3-2-4-1 quando uno dei terzini si abbassa o entra dentro al campo.
Anche Koopmeiners può modificare l’assetto.
Se utilizzato più avanti, la Juventus può avere un giocatore aggiuntivo tra le linee. Se invece viene arretrato, aumenta la qualità nella costruzione.
Spalletti avrà quindi il compito di trovare un equilibrio tra possesso e verticalità.
La formazione tipo della Juventus 2026/2027
Una possibile Juventus titolare potrebbe essere:
Vicario
Kalulu – Bremer – Lucumí – Cambiaso
Locatelli – Douglas Luiz
Conceição – Woltemade – Yildiz
Kolo Muani
Non si tratta di una formazione definitiva.
Le gerarchie potranno cambiare rapidamente, soprattutto considerando una stagione nella quale la Juventus dovrà gestire campionato e Coppa Italia, senza l’impegno della Champions League.
Le alternative reparto per reparto
La panchina può diventare determinante.
In difesa Spalletti può contare su Gatti, Kelly, Kalulu e Çelik.
A centrocampo ci sono Thuram, Koopmeiners, McKennie, Miretti, Sarr e Douglas Luiz.
Sulla trequarti Boga e Zhegrova possono offrire caratteristiche differenti rispetto a Conceição e Yildiz.
In attacco, oltre a Kolo Muani, ci sono Milik ed Ekhator.
La profondità della rosa sarà importante soprattutto nei momenti della stagione caratterizzati da infortuni e squalifiche.
Cosa può chiedere Spalletti alla nuova Juventus
Il primo obiettivo sarà probabilmente migliorare la continuità.
Una squadra con tanti giocatori tecnici deve riuscire a mantenere una struttura equilibrata anche quando perde il pallone.
Il pressing sarà un’altra componente fondamentale.
La Juventus dovrà evitare di allungarsi eccessivamente tra i reparti, soprattutto contro le squadre che riescono a superare la prima pressione.
In fase offensiva, invece, la qualità di Yildiz, Conceição, Woltemade e Kolo Muani può permettere di attaccare con più soluzioni.
Il vero punto interrogativo riguarda il tempo necessario per trovare i giusti automatismi.
Juventus 2026/2027: dove può arrivare?
Il mercato ha modificato profondamente la rosa e ha dato a Spalletti diverse alternative.
La Juventus ha chiuso la sessione estiva con un investimento importante: secondo una ricostruzione sul mercato bianconero, la spesa complessiva è arrivata a circa 164,35 milioni di euro, con entrate dalle cessioni molto più contenute.
Ora però arriva la parte più difficile.
I nomi sulla carta contano poco se non diventano una squadra.
Il 4-2-3-1 sembra il punto di partenza più naturale, ma la Juventus ha abbastanza giocatori duttili per modificare il sistema in funzione dell’avversario.
La coppia Locatelli-Douglas Luiz potrebbe garantire equilibrio e qualità, mentre Yildiz e Conceição possono dare imprevedibilità negli ultimi trenta metri.
E poi c’è Woltemade, una sorta di jolly offensivo che potrebbe diventare una delle sorprese della stagione.
La Juventus 2026/2027, insomma, ha cambiato parecchie facce. Adesso bisogna capire che identità riuscirà a darle Luciano Spalletti.