
Quando si racconta la storia della Juventus, si parla quasi sempre di scudetti, grandi campioni e finali europee. Ma c’è un altro filo che attraversa oltre un secolo di storia bianconera: quello degli stadi.
La Juventus ha cambiato più volte casa nel corso della propria storia. Alcuni impianti sono rimasti legati alle prime grandi vittorie, altri sono diventati il teatro delle partite più importanti del Novecento. Poi è arrivato lo Juventus Stadium, oggi Allianz Stadium, che ha segnato una nuova fase per il club.
Piazza d’Armi e le prime partite della Juventus
Nei primi anni della sua storia la Juventus non aveva uno stadio di proprietà.
La squadra giocava in diverse strutture torinesi e una delle prime fu il campo di Piazza d’Armi. Erano anni molto lontani dal calcio moderno: tribune ridotte, campi spesso lontani dagli standard attuali e un pubblico ancora molto diverso da quello che avrebbe seguito la Juventus nei decenni successivi.
La società era nata nel 1897 e stava ancora costruendo la propria identità.
Lo Stadio di Corso Marsiglia
Una tappa importante arrivò con il campo di Corso Marsiglia, utilizzato dalla Juventus dal 1922.
L’impianto aveva una struttura più organizzata rispetto ai campi delle origini e diventò una delle prime vere “case” della Juventus.
Qui il club iniziò a vivere una fase di crescita molto importante, anche grazie all’ingresso della famiglia Agnelli nella società nel 1923.
La Juventus conquistò proprio in quegli anni una posizione sempre più importante nel calcio italiano.
Lo Stadio Mussolini
Nel 1933 la Juventus si trasferì nello Stadio Mussolini, costruito in occasione dei Giochi universitari internazionali del 1933.
L’impianto poteva ospitare un numero molto maggiore di spettatori rispetto alle strutture precedenti.
La Juventus giocò qui durante una delle epoche più vincenti della propria storia. Tra il 1931 e il 1935 arrivarono cinque scudetti consecutivi.
Lo stadio torinese diventò quindi il teatro di una Juventus capace di dominare il calcio italiano.
Dopo la Seconda guerra mondiale l’impianto cambiò nome e divenne Stadio Comunale.
Lo Stadio Comunale
Per diversi decenni lo Stadio Comunale rappresentò una delle immagini più riconoscibili del calcio torinese.
La Juventus condivise l’impianto con il Torino e qui disputarono le proprie partite numerose generazioni di calciatori.
Sul terreno del Comunale passarono campioni come Giampiero Boniperti, Omar Sivori, John Charles, Michel Platini e Roberto Bettega.
Per i tifosi più anziani, il Comunale rimane legato soprattutto al calcio degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.
La Juventus conquistò in questo periodo una lunga serie di trofei nazionali e internazionali.
Lo Stadio delle Alpi
Nel 1990 arrivò un cambiamento radicale.
Per i Mondiali di Italia ’90 venne costruito a Torino lo Stadio delle Alpi. La Juventus iniziò a giocare nel nuovo impianto, caratterizzato da dimensioni molto più grandi rispetto al vecchio Comunale.
La struttura poteva ospitare oltre 60.000 spettatori.
Il rapporto tra lo stadio e i tifosi, però, non fu sempre semplice. La distanza tra gli spalti e il terreno di gioco rendeva l’atmosfera diversa da quella del Comunale.
Nonostante questo, lo Stadio delle Alpi fu il teatro di importanti partite della Juventus negli anni Novanta e nei primi anni Duemila.
Qui la squadra allenata da Marcello Lippi visse alcune delle sue stagioni più importanti.
Il progetto del nuovo stadio
All’inizio degli anni Duemila la Juventus iniziò a guardare oltre lo Stadio delle Alpi.
L’obiettivo era creare un impianto più moderno, con gli spettatori più vicini al campo e una struttura pensata non soltanto per le partite.
Lo Stadio delle Alpi venne demolito nel 2009.
Al suo posto nacque il nuovo stadio della Juventus.
Juventus Stadium: la nuova casa bianconera
L’8 settembre 2011 venne inaugurato il nuovo Juventus Stadium.
La prima partita ufficiale nello stadio fu Juventus-Parma, disputata l’11 settembre 2011 e terminata 4-1 per i bianconeri.
Quella partita segnò l’inizio di una nuova epoca.
Lo stadio era stato progettato con le tribune molto vicine al campo. Il progetto puntava anche a creare un’esperienza diversa per chi acquistava il biglietto.
Il nuovo impianto diventò rapidamente uno dei simboli della Juventus moderna.
Dallo Juventus Stadium all’Allianz Stadium
Nel 2017 lo Juventus Stadium assunse il nome Allianz Stadium attraverso l’accordo di sponsorizzazione con Allianz.
La struttura è rimasta la casa della prima squadra maschile e uno dei luoghi centrali dell’esperienza juventina.
Attorno allo stadio sono presenti anche il Juventus Museum e altre strutture dedicate ai tifosi.
Per una società che aveva trascorso gran parte della propria storia in impianti comunali, avere una casa costruita secondo un progetto specifico rappresentò un cambiamento importante.
Gli stadi della Juventus e i grandi campioni
Ogni generazione di tifosi associa la Juventus a uno stadio diverso.
Il Comunale richiama Boniperti, Sivori e Platini.
Lo Stadio delle Alpi ricorda la Juventus di Roberto Baggio, Gianluca Vialli, Zinedine Zidane e Alessandro Del Piero.
L’Allianz Stadium è invece legato alla Juventus degli anni più recenti, quella dei nove scudetti consecutivi, di Buffon, Chiellini, Marchisio, Pirlo e Cristiano Ronaldo.
È curioso pensare che la storia di una squadra possa essere raccontata anche attraverso i suoi spalti.
Una storia che continua
Dai campi di Piazza d’Armi all’Allianz Stadium sono trascorsi più di cento anni.
Gli impianti sono cambiati insieme al calcio. Sono aumentate le capienze, sono cambiate le strutture e il modo di vivere la partita. Ma per il tifoso la domanda è rimasta praticamente la stessa: dove gioca oggi la Juventus?
La risposta cambia a seconda della generazione.
Per qualcuno sarà sempre il Comunale. Per altri lo Stadio delle Alpi. Per chi è cresciuto negli ultimi anni, invece, quella casa ha un nome preciso: Allianz Stadium.
E in fondo è questo il bello della memoria calcistica. Basta nominare uno stadio per far tornare in mente una partita, un gol, una stagione intera.