
La nuova Juventus di Luciano Spalletti ha iniziato a mostrare il proprio volto. L’esordio contro il Frosinone ha dato indicazioni interessanti sul sistema scelto dal tecnico, anche se la squadra ha ancora diversi meccanismi da perfezionare.
La vittoria per 1-0 firmata da Gleison Bremer ha portato i primi tre punti della stagione, ma più del risultato interessa la struttura della squadra. Spalletti ha scelto una formazione con Vicario in porta, una linea difensiva a quattro e un centrocampo costruito sulla coppia Locatelli-Douglas Luiz.
Il 4-2-3-1 come punto di partenza
La formazione utilizzata a Frosinone suggerisce che il 4-2-3-1 possa essere una delle basi del progetto.
VICARIO
KALULU BREMER KELLY CELIK
LOCATELLI DOUGLAS LUIZ
CONCEIÇÃO McKENNIE YILDIZ
KOLO MUANI
La Juventus ha schierato proprio questo undici nella prima giornata. McKennie ha agito alle spalle di Kolo Muani, con Conceição e Yildiz più larghi.
È una struttura che permette a Yildiz di partire da sinistra e poi accentrarsi, lasciando spazio alla spinta del terzino. Conceição può invece cercare l’uno contro uno sulla fascia destra.
Spalletti può cambiare modulo durante la partita
C’è però un particolare interessante: alcune rilevazioni tattiche hanno letto la disposizione della Juventus anche come un 3-4-2-1, con McKennie più vicino alla linea dei due trequartisti.
Questo racconta qualcosa sul calcio che Spalletti potrebbe voler costruire.
La squadra può partire con quattro difensori e trasformarsi durante il possesso. Un terzino può avanzare, un centrocampista può abbassarsi e McKennie può inserirsi alle spalle della punta.
Il modulo scritto sulla distinta, insomma, potrebbe raccontare solo metà della storia.
Yildiz sarà uno dei giocatori chiave
Il numero 10 sembra destinato ad avere un ruolo importante nel nuovo progetto.
Spalletti aveva già sottolineato durante la preparazione quanto Yildiz rappresentasse per la Juventus. Il tecnico aveva parlato del suo rientro come di un elemento particolarmente importante per la squadra.
La posizione del turco potrebbe cambiare a seconda della partita. Partendo da sinistra, può ricevere largo e puntare l’uomo oppure spostarsi verso il centro per giocare tra le linee.
È probabilmente una delle armi offensive più interessanti della rosa.
Kolo Muani deve cambiare marcia
Al centro dell’attacco c’è Randal Kolo Muani.
Il francese è stato acquistato a titolo definitivo dal Paris Saint-Germain per circa 38 milioni di euro e la Juventus punta su di lui come riferimento offensivo dopo l’addio di Dusan Vlahovic.
L’esordio contro il Frosinone, però, non ha convinto completamente Spalletti. L’allenatore ha chiesto al centravanti maggiore incisività e soprattutto più gol.
È un dettaglio tutt’altro che secondario. La Juventus può costruire tante occasioni, ma se la punta non finalizza il lavoro della squadra rischia di diventare tutto molto più complicato.
Locatelli e Douglas Luiz davanti alla difesa
Il centrocampo potrebbe essere un’altra zona decisiva.
Contro il Frosinone Spalletti ha scelto Locatelli e Douglas Luiz davanti alla difesa. Alle loro spalle ci sono comunque diverse alternative: Thuram, Koopmeiners e Miretti possono modificare completamente le caratteristiche del reparto. (Juventus.com)
Locatelli può garantire ordine e gestione del pallone. Douglas Luiz può invece contribuire maggiormente alla costruzione e alla gestione delle seconde palle.
Se Spalletti riuscirà a trovare il giusto equilibrio, la Juventus potrebbe avere una base interessante per sostenere i giocatori offensivi.
E se arrivasse Kessié?
Il possibile arrivo di Franck Kessié potrebbe aggiungere un’altra soluzione.
L’ivoriano porterebbe maggiore fisicità e potrebbe essere utilizzato in un centrocampo a due oppure come mezzala in un sistema a tre.
Una coppia Kessié-Locatelli avrebbe caratteristiche molto diverse rispetto a Locatelli-Douglas Luiz. Con Thuram, invece, Spalletti avrebbe un’altra combinazione molto fisica.
Naturalmente questa possibilità dipende dalla conclusione della trattativa e dalle eventuali uscite della Juventus.
La difesa sembra più solida
Vicario ha iniziato la stagione come nuovo titolare e davanti a lui Spalletti ha schierato Kalulu, Bremer, Kelly e Celik.
Bremer ha anche segnato il gol decisivo contro il Frosinone, trasformando in rete un’azione da calcio d’angolo. Vicario ha avuto un ruolo importante nel mantenere la porta inviolata, prima di essere sostituito nel corso della gara.
La presenza di Lucumí, Cambiaso e degli altri difensori permette comunque a Spalletti di modificare la linea a seconda dell’avversario.
Una Juventus ancora da completare
La rosa offre parecchie possibilità, ma alcune situazioni restano aperte.
La Juventus deve ancora definire diverse operazioni di mercato e Spalletti stesso ha parlato della necessità di aggiungere altri “mattoncini” alla rosa.
Il tecnico ha indicato come obiettivo la qualificazione alla Champions League e ha ammesso che parlare di Scudetto, oggi, sarebbe prematuro.
La prima giornata ha comunque dato una traccia precisa: una Juventus capace di partire dal 4-2-3-1, con Yildiz vicino alla punta e diversi giocatori in grado di cambiare posizione durante la partita.
Ora arriva la parte più difficile: trasformare questa idea in una squadra che riesca a giocare così per novanta minuti.