0 Comments

Roberto Baggio alla Juventus è una delle storie più affascinanti del calcio italiano degli anni Novanta. Nell’estate del 1990 il “Divin Codino” lasciò la Fiorentina per trasferirsi a Torino, in un’operazione che fece discutere l’Italia intera.

La Juventus acquistò Baggio per una cifra record per il calcio italiano dell’epoca: circa 18 miliardi di lire. Il trasferimento arrivò dopo cinque stagioni a Firenze, dove il giovane talento vicentino era diventato uno dei calciatori più amati dai tifosi viola.

Roberto Baggio alla Juventus: un trasferimento storico

L’arrivo di Baggio a Torino fu tutt’altro che semplice.

La cessione alla Juventus provocò una forte contestazione a Firenze. I tifosi della Fiorentina non volevano perdere il loro numero 10 e il passaggio ai bianconeri venne vissuto come un tradimento da una parte della piazza.

Baggio, nel frattempo, si preparava a una nuova fase della propria carriera.

A Torino trovò una Juventus reduce da alcune stagioni complicate e desiderosa di tornare ai vertici del calcio italiano.

La maglia numero 10 passò sulle sue spalle e le aspettative diventarono enormi.

L’esordio di Baggio con la Juventus

La prima stagione in bianconero non fu semplice.

Baggio dovette adattarsi a una squadra nuova, a un ambiente diverso e alle esigenze tattiche della Juventus. Nonostante le difficoltà iniziali, il suo talento emerse rapidamente.

Il suo primo campionato con la Juventus si concluse con 14 gol in Serie A.

Il momento più importante arrivò però in Coppa delle Coppe.

La Juventus conquistò il trofeo nella stagione 1990/91, battendo in finale il Barcellona. Baggio fu uno dei protagonisti della competizione e iniziò a costruire il proprio rapporto con il pubblico juventino.

Il numero 10 sulle spalle di Roberto Baggio

Vedere Baggio con la maglia della Juventus aveva un significato particolare.

Era il giocatore incaricato di creare calcio, cercare l’ultimo passaggio e inventare qualcosa quando la partita sembrava bloccata.

Il suo modo di giocare era riconoscibile: controllo orientato, dribbling, assist e calci di punizione.

Con Baggio la Juventus aveva trovato un numero 10 capace di accendere lo stadio con una singola giocata.

La stagione 1992/93 e la Coppa UEFA

Il momento migliore del periodo juventino di Baggio arrivò nella stagione 1992/93.

La Juventus conquistò la Coppa UEFA e il numero 10 fu assoluto protagonista.

Baggio segnò 6 gol nella competizione e realizzò una prestazione memorabile nella semifinale contro il Paris Saint-Germain.

Quell’anno arrivò anche il riconoscimento più prestigioso a livello individuale.

Nel 1993 Roberto Baggio vinse il Pallone d’Oro.

Il “Divin Codino” era ormai considerato uno dei migliori calciatori del mondo.

Baggio e la Juventus: cinque anni di emozioni

Roberto Baggio rimase alla Juventus dal 1990 al 1995.

In cinque stagioni collezionò 200 presenze ufficiali e 115 gol, diventando uno dei grandi protagonisti della storia recente del club.

Con la Juventus conquistò:

  • 1 Coppa UEFA
  • 1 Coppa delle Coppe
  • 1 Coppa Italia
  • 1 Pallone d’Oro nel 1993

Il rapporto con i tifosi bianconeri diventò particolarmente forte.

Baggio rappresentava il calcio giocato con fantasia. In un’epoca nella quale il calcio italiano era dominato da tattica e marcature strette, lui riusciva ancora a trovare spazio per l’improvvisazione.

L’addio alla Juventus

Nel 1995 arrivò la separazione.

La Juventus aveva appena conquistato lo Scudetto e la Coppa Italia e stava costruendo una nuova squadra intorno a un giovane Alessandro Del Piero.

Baggio lasciò Torino per trasferirsi al Milan.

Il suo ultimo periodo juventino rimase quindi legato al passaggio di consegne con Del Piero, destinato a diventare negli anni successivi uno dei più grandi simboli della storia bianconera.

Per molti tifosi, però, il ricordo di Baggio rimane indissolubilmente legato a quella maglia numero 10.

Roberto Baggio alla Juventus, una storia che non si dimentica

L’arrivo di Roberto Baggio alla Juventus fu un trasferimento che divise l’Italia calcistica, ma a Torino il fantasista riuscì a conquistare il pubblico con le sue giocate.

Dal 1990 al 1995 Baggio regalò gol, assist e momenti rimasti nella memoria.

Il Pallone d’Oro del 1993 fu il riconoscimento individuale più importante, mentre la Coppa UEFA rappresentò uno dei punti più alti della sua esperienza in bianconero.

E poi c’è quella coda di capelli legata dietro la nuca, diventata una specie di firma.

Per chi ha vissuto quegli anni, Roberto Baggio con la maglia della Juventus non era semplicemente il numero 10. Era il giocatore che poteva inventare qualcosa quando nessuno se lo aspettava.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts